Rottura del legamento crociato

I legamenti crociati (anteriore e posteriore) insieme ai legamenti collaterali danno stabilità al ginocchio e tengono compatta l’articolazione. Limitano la traslazione tra tibia e femore, guidano l’articolazione durante il movimento e con ciò conferiscono la stabilità necessaria. In Italia, le lesioni ai legamenti crociati si verificano ogni 6,5 minuti; i giocatori di calcio e gli sciatori risultano spesso i più coinvolti in tali lesioni. Il legamento crociato anteriore (LCA) si rompe dieci volte più frequentemente che il legamento crociato posteriore (LCP), e queste tipologie di lesioni sono aumentate significativamente negli ultimi anni.


Cause

L’articolazione di ginocchio ha una struttura complessa ed è perciò facilmente soggetta a lesioni e traumi. Il ginocchio è la più grande articolazione del nostro corpo ed ha la funzione di sostenere l'intero peso del corpo. I legamenti crociati e quelli collaterali garantiscono stabilità e mobilità all’articolazione. I due dischi cartilaginei, i menischi, fungono da ammortizzatori. Negli sport la lesione del legamento crociato anteriore(LCA) è provocata da un’iperestensione violenta o da un’eccessiva torsione. La rottura del legamento crociato posteriore (LCP) è causata da un impatto potente frontale o da una non volontaria iperestensione del ginocchio.

Sintomi

In caso di una rottura del legamento crociato si presenta gonfiore, dolore e il ginocchio non può essere completamente esteso o flesso. Una volta che i disturbi della fase acuta si sono ridotti, può persistere un'importante instabilità. Questo dà luogo ad una sensazione di instabilità al ginocchio durante specifici movimenti o durante l’attività quotidiana come salire le scale, o durante l'attività sportiva. Con il tempo, l'instabilità al ginocchio può provocare danni ai menischi, alla cartilagine, ed a volte all’usura dell’articolazione stessa.

Diagnosi

La rottura del legamento di crociato può essere diagnosticata dal medico in base ai disturbi riportati dal paziente a livello del ginocchio e grazie ai vari test clinici. Il test noto come “test del cassetto” può essere utile a determinare quale legamento crociato è interessato dalla rottura: se il test rivela una traslazione posteriore del piatto tibiale rispetto al femore (test cassetto posteriore), si sospetta una lesione del legamento crociato posteriore; se il test rivela una traslazione anteriore del piatto tibiale rispetto al femore (test cassetto anteriore), si sospetta una lesione del legamento crociato anteriore. I Raggi X al ginocchio sono richiesti specificatamente per escludere fratture ossee, ma non risultano appropriati per evidenziare le lesioni ai legamenti mentre in questi casi è appropriata la risonanza magnetica (MRI). Tramite questi esami il medico può diagnosticare anche ulteriori danni collaterali

Terapia

Le rotture dei legamenti crociati sono trattate spesso con intervento chirurgico nel quale il legamento crociato danneggiato viene ricostruito tramite l’utilizzo di parte dei propri tendini , per esempio il tendine semitendinoso. L’organismo deve integrare progressivamente il nuovo legamento sia all’interno dei tunnel ossei tibiale e femorale sia nel suo tragitto articolare e questo processo richiede circa 10-12 settimane. Per questo motivo dopo l’intervento è raccomandato l’utilizzo di ortesi di stabilizzazione. Ottobock offre un ampio ventaglio di prodotti di alta qualità per soddisfare le diverse esigenze.

Non tutti i casi di rottura del legamento crociato sono trattati attraverso intervento chirurgico. Ogni caso deve essere valutato individualmente rispetto ad età, attività quotidiana, abilità sportive e fattori motivazionali. In alternativa all’intervento, la muscolatura della coscia può essere rinforzata per supportare maggiormente la stabilità articolare necessaria nelle attività quotidiane. Comunque, si deve considerare che quando il legamento crociato è lacerato e non si interviene precocemente, successivamente possono verificarsi danni alla cartilagine (es.osteoartrite). Nel caso di atleti amatoriali e\o professionisti, è anche possibile andare incontro ad altri eventi traumatici che possono provocare danni supplementari alla cartilagine e ai menischi.


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