Ortesi Tübingen dinamica per la displasia dell'anca

Maturazione corretta dell'anca del vostro bambino



I vantaggi in sintesi

Libertà di movimento per il vostro bambino

Naturalmente desiderate che il vostro bambino possa muoversi e sgambettare normalmente. Il bambino dovrebbe imparare a conoscere il proprio corpo e scoprire il mondo con curiosità. L'ortesi per flessione e abduzione d'anca Tübingen non limita la libertà di movimento del vostro bambino. Il suo sviluppo motorio generale, ad esempio, quando impara a ruotare il corpo, non viene ritardato rispetto agli altri bambini.

Postura naturale del corpo

La natura è il miglior esempio per il trattamento della displasia dell'anca. La posizione seduto-raccolta con le gambe piegate, che il bambino assume con un'ortesi per flessione e abduzione d'anca Tübingen, è la stessa posizione naturale che il bambino ha nell'utero materno. In questa posizione l'anca del vostro bambino può maturare nelle stesse condizioni favorevoli come se fosse nell'utero materno.

Facile da utilizzare

Il vostro medico regola l'ortesi per flessione e abduzione d'anca Tübingen e vi spiega come dovete utilizzare l'ortesi. Imparerete in breve tempo come posizionare e togliere il divaricatore, poiché non dovete far altro che usare le chiusure a velcro e le chiusure a scatto bianche.

Breve fase di familiarizzazione

Molti genitori temono che il loro bambino non indossi volentieri l'ortesi. Constaterete però che il bambino si abitua velocemente all'ortesi. Dopo poco tempo, quando avrà familiarizzato con essa, non si accorgerà nemmeno di indossarla. Inoltre, imbottiture morbide e il soffice materiale velcro la rendono piacevole da indossare. Se tuttavia il bambino dovesse rifiutare a lungo l'ortesi, dovreste farla controllare dal vostro medico.

Trattamento sicuro

L'ortesi per flessione e abduzione d'anca Tübingen viene utilizzata da 25 anni. In Germania, è l'ortesi adottata più di frequente dai medici con risultati positivi comprovati e un grado d'efficacia elevato. Sinora il metodo è stato adottato con successo su oltre 250.000 neonati.

Idonea all'uso quotidiano

Dormire, viaggiare in macchina in un Maxi Cosi o un altro seggiolino per auto oppure in un guscio per bébé o frequentare un corso di nuoto: il vostro bambino potrà indossare l'ortesi senza problemi durante tutte queste attività. È concepita in modo tale da non dover essere tolta.

Quadro clinico e trattamento

Diagnosi della displasia dell'anca

Per displasia congenita dell'anca si intende il ritardo nello sviluppo della cavità acetabolare. Lo sviluppo delle ossa della cavità acetabolare è incompleto o la cavità è troppo concava e quindi il sostegno della testa del femore è insufficiente. Una maturazione incompleta dell'anca può comportare danni permanenti.

La displasia dell'anca può essere causata da uno spazio insufficiente nell'utero materno, da un'insufficienza del liquido amniotico o da una posizione podalica.

Una volta diagnostica vale il seguente principio: più presto si inizia con la terapia e meglio è, dato che lo sviluppo anatomico ottimale dell'articolazione dell'anca può essere influenzato meglio nelle prime settimane di vita. Per questo motivo in Germania è obbligatorio eseguire esami regolari nel corso dei controlli prenatali di routine da U1 a U10. Lo sviluppo dell'anca può essere definito chiaramente e valutato tramite un esame con ultrasuoni.

La displasia congenita dell'anca è diffusa in tutto il mondo. In Germania si stima che il 4-5% dei neonati ne sia affetto. Ciò significa che ogni anno circa 25.000 - 30.000 neonati nascono con una displasia dell'anca. Le bambine ne sono colpite con una frequenza di 5-7 volte superiore rispetto ai maschi.

Il trattamento

Un esame con ultrasuoni dell'anca (la cosiddetta ecografia) viene utilizzato per determinare lo stato di sviluppo dell'anca o il grado di maturazione. In Germania i medici usano l'ortesi per flessione e abduzione d'anca Tübingen per il trattamento della displasia dell'anca più spesso rispetto ad altri metodi. Dà buoni risultati nella pratica e nella terapia da oltre 25 anni.

Con l'ortesi per flessione e abduzione d'anca Tübingen le anche del bambino sono flesse a oltre 90° mentre le gambe sono divaricate (abdotte) a 30 - 45°. Il vostro medico stabilirà la durata e l'andamento del trattamento. A seconda dell'età e del livello di maturazione, l'ortesi dovrà essere indossata per 12 - 16 settimane. Esami regolari con ultrasuoni (ogni 3 - 4 settimane) vengono eseguiti per osservare e assicurare lo sviluppo positivo dell'anca. In questo modo il vostro medico potrà stabilire se e quando l'ortesi deve essere regolata. Quando l'anca del vostro bambino ha raggiunto valori normali, si può ridurre la durata dell'uso quotidiano - generalmente dopo 6 - 8 settimane. A questo punto il bambino dovrà indossare generalmente l'ortesi soltanto durante la notte per un periodo di 12 ore.

Una radiografia viene eseguita durante l'esame finale e, in ogni caso, si dovrebbe eseguire un esame di confronto dopo un anno.

Studi Clinici

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I pareri degli esperti

Dr. Carlo Origo

Direttore S.C. Ortopedia e Traumatologia Pediatrica
Ospedale Infantile “Cesare Arrigo” di Alessandria
Presidente della Società Italiana di Ortopedia eTraumatologia Pediatrica SITOP

È ancora importante al giorno d’oggi parlare e approfondire l’argomento della displasia dell’anca?
La DCA è una delle malformazioni più frequenti. Nonostante le migliorate possibilità diagnostiche e terapeutiche, non esistono ancora linee guida e trattamenti condivisi. Il Congresso della SITOP del 2015, ha permesso di formulare delle raccomandazioni sulla base di consensus conference, per affrontare i vari aspetti (diagnostici e terapeutici) in maniera organica. L’obbiettivo è portare il maggior numero di anche patologiche verso un’evoluzione favorevole e ridurre la necessità di interventi sostitutivi in età adulta. La SITOP si sta impegnando per ottenere il riconoscimento, anche a livello ministeriale, dell’ecografia dell’anca come esame obbligatorio per tutti i neonati.
Tübingen: qual è la sua esperienza in merito e quali gli aspetti rilevanti nell’utilizzo di tale tutore?
All’Ospedale Infantile di Alessandria applichiamo il divaricatore Tübingen da 5 anni. Si tratta di un tutore di tipo dinamico, che svolge la sua azione sul principio della flessione delle anche nel rispetto della human position, senza forzare l’abduzione. Non abbiamo mai registrato complicazioni legate al suo utilizzo (lussazioni otturatorie, necrosi postriduttive) descritte con altri tutori. Avendo a disposizione anche misure small, ben si adatta ad essere impiegato in bambini piccoli dove altri divaricatori non sono disponibili o risultano troppo ingombranti e spesso inutili.
Qual è l’accettazione da parte della famiglia all’utilizzo dell’ortesi Tübingen e quali i protocolli di applicazione?
Più semplice ed accettato dalle famiglie rispetto al Pavlik, è in grado di svolgere un’azione ben dosata sulle anche, grazie al suo sistema di regolazione a catenelle. Il nostro protocollo prevede l’utilizzo del Tübingen nelle anche instabili (segno Barlow positivo) prima dei tre mesi. Per forme meno gravi e con anca stabile, nello stesso periodo, preferiamo altri tutori a mutandina, meno impegnativi. Nel neonato con anche lussate, utilizziamo il Tübingen come primo approccio, in attesa di intraprendere un trattamento tradizionale (trazione e riduzione incruenta o chirurgica) non sempre effettuabile immediatamente.
Lei ravvede limiti e/o controindicazioni nell’uso del Tübingen? Sono limiti riferibili alla stadiazione della malattia, all’età del paziente, ad altro?
Mentre negli altri casi i risultati sono molto buoni l’utilizzo del Tübingen nelle anche lussate (segno di Ortolani positivo) raramente è in grado di portare ad una riduzione. Qualche volta, però, abbiamo osservato la centratura dell’anca con scomparsa dello scatto e abbiamo allora proseguito il trattamento con questo dispositivo. Nelle displasie confermate anche radiologicamente dopo i tre mesi, via via che il bambino cresce ed aumenta le sue dimensioni, preferiamo utilizzare il divaricatore di Milgram, che è ben accettato, regolabile nell’abduzione e di impiego ancora più semplice.
Ci sono altre criticità o suggerimenti?
Come nel caso di altri dispositivi (es. corsetti per scoliosi, tutori a barra per piede torto con tecnica di Ponseti) il risultato è legato al loro corretto utilizzo. Anche i divaricatori, specialmente se dinamici come il Tübingen, richiedono controlli frequenti (ogni 2-3 settimane) per verificare come e se vengono portati e per regolarli con la crescita del bambino. Il proseguimento del suo impiego dopo il terzo mese o il passaggio ad altro dispositivo o trattamento è subordinato al quadro clinico, ecografico o radiografico e alle dimensioni del bambino e, sempre, ad una corretta indicazione.

Dr. Maurizio De Pellegrin

Responsabile Unità Funzionale Ortopedia e Traumatologia Infantile IRCCS Ospedale San Raffaele Milano

Quali le principali novità in ambito diagnostico per quanto riguarda la displasia d’anca?
Se di novità si può parlare (la metodica ecografica è nota da ormai 30 anni) diciamo che l’esame ecografico ha acquisito sempre più rilevanza non solo nella diagnosi ma anche nel trattamento della displasia dell’anca. Se infatti, in passato, si utilizzava l’esame clinico o radiografico per calibrare la terapia adeguata; ora, per quanto mi riguarda, è l’esame ecografico che ci suggerisce il trattamento opportuno. Possiamo tranquillamente affermare che il trattamento della displasia dell’anca è oggi “eco-guidato”.
Tübingen: quali sono i vantaggi rispetto a metodi classici? quale la sua esperienza?
Il divaricatore di Tübingen, che conosco ormai da circa 30 anni, già da quando mi trovavo appunto nella città di Tübinga per la mia specializzazione in Ortopedia, mette le anche del neonato in posizione ideale per la maturazione acetabolare. La posizione ideale, come è noto, è secondo vari studi, quella flessa a 100-110° e abdotta non più di 50°. Personalmente sono “cresciuto” con un altro divaricatore, ma cruciale è il mantenimento della suddetta posizione.
Quanto è importante una buona collaborazione da parte della famiglia e quanto in questo aspetto ha aiutato l’utilizzo del Tübingen?
La famiglia, intesa anche comprensiva di nonni, e non solo di genitori, è di fondamentale importanza. Lo stesso si può dire del ruolo del medico nella comunicazione della diagnosi e della “gestione” del trattamento. Il vantaggio del divaricatore di Tübingen è che, una volta posizionato, difficilmente può essere indossato in modo sbagliato dalla famiglia. Nella mia pratica quotidiana posiziono personalmente il divaricatore e spiego ai genitori perché deve essere posizionato in quel modo e non in un altro. Ovviamente può essere tolto dalla famiglia che non rispetta le indicazioni del medico, ma qui entriamo in un altro campo. Se ho un sospetto di scarsa compliance da parte della famiglia, piuttosto, per il bene del neonato, metto un gesso per le prime 3-4 settimane. Questo ovviamente nelle diagnosi più gravi.
Il sistema Tübingen è applicabile alle Displasie presenti in malattie neurologiche?
Le malattie neurologiche sono molte e diverse nelle loro manifestazioni e rappresentano per cosi dire “un altro mondo”. Il divaricatore proprio per le diversità che stanno alla base di queste malattie rispetto alla classica displasia congenita dell’anca trovano raramente indicazione. L’approccio fisioterapico o chirurgico sono più indicati.
Cosa fare nelle displasie residue in pazienti non più neonati?
Ultimamente, purtroppo, mi trovo spesso a dover curare tardivamente dei bambini affetti da displasia dell’anca. Per “tardivamente” intendo dopo i 3 -6 mesi di età. Questo avviene perché i neonati non vengono sottoposti ad esame ecografico o perché clinicamente sfugge la presenza della malattia. In questi casi ho trovato molto utile il divaricatore in abduzione di John e Korn (modello 28l20), quello con i cosciali con snodo multidirezionale e la barra regolabile, per intenderci. Questo tipo di divaricatore è molto utile nei neonati che iniziano a stare in piedi, perché pone le anche in buona posizione e consente loro di deambulare.

Prof. Vito Pavone

Professore Associato Malattie Apparato Locomotore,
Università di Catania, AOU Policlinico - Vittorio Emanuele, Catania

Quali sono i numeri della displasia d’anca al giorno d’oggi ?
I dati riguardo l’incidenza della displasia congenita dell’anca sono molto variabili e dipendono dall’età del bambino al momento della diagnosi, dalla tipologia di indagine clinico strumentale e dai criteri di valutazione diagnostica. La prevalenza della displasia nella maggior parte dei paesi sviluppati varia tra 1,5 e 20 su 1000 nati vivi, mentre quella della lussazione congenita dell’anca si attesta generalmente su 1-5/1000. In Italia l’incidenza della lussazione congenita è di circa 1-3/1000 nati vivi, mentre i valori per le anche instabili si attestano su 20-45/1000.
Tübingen: quali sono i principali aspetti evidenziati dagli studi da lei pubblicati in relazione all’uso del Tübingen?
Il divaricatore di Tübingen, rappresenta un’evoluzione del divaricatore di Pavlik, che costituisce il capostipite dei divaricatori dinamici. Il Tübingen è un’ortesi che utilizziamo routinariamente in Clinica Ortopedica dell’Università di Catania da oltre 15 anni e che ha portato a risultati ottimali a medio lungo- termine. Tale divaricatore consentendo un corretto posizionamento della epifisi femorale nell’acetabolo, riducendo le tensioni capsulari e muscolo tendinee, favorisce il ripristino dei normali rapporti articolari ed il fisiologico sviluppo dell’articolazione coxo femorale. Nella nostra esperienza abbiamo riscontrato un numero di complicanze estremamente basso e poco significative unitamente a un’eccellente compliance da parte della famiglia.
Quali sono in generale i tempi di recupero? L’applicazione del Tübingen influenza questo parametro?
L’approccio ecografico è fondamentale non solo per la diagnosi della displasia congenita delle anche ma anche per il monitoraggio del trattamento. Da anni ci battiamo per uno screening ecografico universale per evitare diagnosi tardive. La durata del trattamento dipende dall’età del bambino e dalla gravità della displasia. Diversi studi raccomandano l’utilizzo del tutore per circa 3-9 mesi, a seconda della tempestività della diagnosi e della gravità della displasia. Nella nostra esperienza eseguiamo valutazioni cliniche ed ecografiche ogni 3 settimane, ritensionando periodicamente il tutore fino al raggiungimento della guarigione. In seguito il tutore verrà mantenuto solamente part-time (12-14 ore) per circa 4/10 settimane.
Quale ritiene sia la differenza principale tra un sistema dinamico come il Tübingen e un sistema statico?
Entrambi i sistemi hanno il compito di centrare la testa femorale nell’acetabolo, favorendo il raggiungimento della congruenza articolare ed il rimodellamento dell’epifisi prossimale del femore e delle strutture fibrocartilaginee acetabolari. Un sistema dinamico, come il Tübingen, permette una flessione attiva dell’anca ed una abduzione entro valori prefissati (90°-110° di flessione e 35°-45° di abduzione), diminuendo notevolmente il rischio di complicanze, prima tra tutte la necrosi vascolare della testa femorale.
Quali sono i punti di forza del divaricatore Tübingen?
Il divaricatore Tübingen è caratterizzato da un supporto per le spalle ed uno per le cosce, quest’ultimo dotato di staffa di divaricazione, tenuti assieme da due corde a perline colorate con cursore di bloccaggio. Il posizionamento risulta semplice e la struttura è leggera e lavabile. Il divaricatore consente di assumere una posizione seduto-raccolta a cosce flesse e abdotte, molto simile a quella fisiologica intra-uterina; consente un’ampia libertà di movimento, senza ostacolare le quotidiane attività igienico-sanitarie, né l’alimentazione. Il notevole indice di gradimento da parte delle famiglie costituisce un importante punto di forza, contribuendo significativamente alla sua diffusione.